Leadership Femminile: La leva silenziosa dell’engagement che genera performance.

Corriere della Sera, 28 giugno 2025.
Un pezzo lucidissimo di Alberto Baban e Alice Giacomelli (Fondazione Nordest) riporta al centro un tema che non è solo di equità — è di direzione strategica: la sotto-rappresentazione delle donne nei board aziendali.

Chi guida imprese sa che oggi non si compete più solo a colpi di efficienza, ma sulla capacità di generare engagement, trattenere talento, costruire cultura. E i dati sono sempre più chiari:

Dove ci sono più donne nei CdA, aumentano inclusione, welfare, fiducia interna.
Dove cresce il clima di fiducia, cresce l’engagement.
Dove cresce l’engagement, cresce la performance economica.

Come Beaconforce abbiamo raccolto milioni di data point in aziende in trasformazione. Misuriamo ogni giorno la motivazione intrinseca che abilita il coinvolgimento vero delle persone. E sappiamo senza più bisogno di opinioni che:

Dove l’engagement è alto, crescono produttività, retention e innovazione.

Dove l’engagement è basso, aumentano turnover, silenzi organizzativi, quiet quitting.

E qui entra il punto:

La leadership femminile è un catalizzatore naturale di engagement.

Empatia, orientamento alla relazione, attenzione al clima e al benessere psico-sociale non sono solo tratti “soft” sono asset strategici, quando messi a sistema nei board. E le aziende che performano meglio, oggi, sono quelle che hanno anche una governance più equa.

Serve un cambio di frame culturale, soprattutto nelle imprese del Nordest:
Non si tratta di “dare spazio” alle donne.
Si tratta di guadagnare spazio competitivo grazie al loro sguardo.

Non è una concessione. È un moltiplicatore di valore.

Silvio Antonio Varagnolo
Silvio Antonio Varagnolo
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